La famosa, onnipresente, blindatissima rete del Politecnico di Milano ammette la comunicazione solo attraverso le porte 80 (http) e 443 (https). Eccovi qualche trucco e workaround per poter utilizzare anche servizi remoti che lavorano su porte diverse.
Impostazioni base
L’indirizzo del proxy è proxy.polimi.it e lavora sulla porta 8080. Qualsiasi servizio remoto vogliate utilizzare deve poter essere “proxato” attraverso la porta 80 di http. Gli export per far lavorare i proxy anche dai comandi lanciati dalla shell sono:
export http_proxy=http://proxy.polimi.it:8080 export https_proxy=http://proxy.polimi.it:8080 export ftp_proxy=http://proxy.polimi.it:8080 export RSYNC_PROXY=http://proxy.polimi.it:8080
Nota: su alcuni sistemi le variabili potrebbero dover essere scritte in MAIUSCOLO.
Subversion
Se non vi serve anche ssh subversion funziona perfettamente aggiungendo l’indirizzo e la porta del proxy nel file ~/.subversion/servers:
http-proxy-host = proxy.polimi.it
http-proxy-port = 8080Dropbox
La finestra delle impostazioni di dropbox vi consente di specificare i proxy… rapido ed indolore! Potete mantenere sincronizzate le vostre cartelle anche dal poli.
Rsync, emerge e altri programmi basati su rsync
Grazie all’export anche emerge e tutti gli altri programmi basati su rsync funzionano. Fantastico! In generale ricordatevi di controllare i file di configurazione: praticamente tutti i programmi consentono di impostare il proxy.
Synaptic, apt-get
E’ sufficiente lanciare i comandi da shell dopo aver fatto la export della variabile http_proxy. Se dovete usarli da superutente potrebbe essere necessario eseguire una shell di root per poter esportare le variabili d’ambiente senza perderle quando si acquistano i privilegi di root (con il comando sudo).
SSH
Vale la regola generale: “Non vi resta che piangere”.

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